Il contesto
Un operatore specializzato nella produzione e distribuzione di gas criogenici ha affidato a TECSA la classificazione delle aree con pericolo di formazione di atmosfere potenzialmente esplosive per gas, vapori e nebbie infiammabili relativa a due impianti di liquefazione del biometano (bio-GNL). Lo studio riguarda lo skid di liquefazione del biometano e lo skid di pompaggio con baia di carico delle autocisterne, nei quali il metano è presente allo stato liquido criogenico a −157 °C e a pressioni di 6–7 bar.
L’approccio
La classificazione è stata condotta in accordo alla norma CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87) ed. 2016, utilizzando le guide CEI 31-35 e CEI 31-56 come riferimento per le metodologie di calcolo. La procedura ha seguito i passi canonici della norma: identificazione delle sorgenti di emissione, attribuzione del grado di emissione, determinazione delle portate, valutazione della ventilazione e del grado di diluizione, individuazione del tipo di zona e calcolo analitico della sua estensione.
Le sorgenti rappresentative individuate sono gli accoppiamenti flangiati delle tubazioni in fase liquida delle due unità, trattati come emissioni di secondo grado con parametri cautelativi (foro di emissione di 0,25 mm², coefficiente di efflusso 0,75, tempo di emissione di 10 secondi per impianto sorvegliato) e modalità di emissione di liquido criogenico con formazione di pozza non confinata. Le emissioni strutturali sono risultate trascurabili in ambiente aperto naturalmente ventilato; le tenute della pompa criogenica, di tipo incapsulato (canned pump), sono state motivatamente escluse. I calcoli della singola sorgente sono stati estesi cautelativamente all’intero percorso delle tubazioni.
I risultati
Per entrambi gli skid l’unica tipologia di zona pericolosa risultante è la ZONA 2, con estensione di 5 m in orizzontale e 9,15 m in verticale dal centro della pozza a terra, rappresentata sulla planimetria di classificazione allegata insieme all’elenco delle sorgenti e ai report di calcolo. Dalla classificazione discendono i requisiti minimi per le apparecchiature ai sensi della direttiva ATEX 2014/34/UE — categoria II 3 G con classe IIA T2 per il metano — e le raccomandazioni procedurali e gestionali per l’aggiornamento della valutazione del rischio esplosione ai sensi del D.Lgs. 81/08, Titolo XI.
Perché TECSA
TECSA affianca gli operatori della filiera del gas naturale e del biometano liquefatto nella classificazione delle aree con pericolo di esplosione e nella gestione del rischio ATEX: un unico interlocutore per l’applicazione rigorosa della norma CEI EN 60079-10-1 e dei modelli di calcolo delle guide CEI, per i criteri di scelta delle apparecchiature Ex e per il supporto alla conformità normativa, dal singolo skid all’intero impianto.