Valutazione del rischio incendio di una raffineria di oli vegetali

2024 / Ingegneria antincendio e prevenzione incendi / Alimentare

Il contesto

Un primario operatore del settore alimentare, attivo nella lavorazione di oli e grassi vegetali per la produzione di margarine e semilavorati destinati all’industria dolciaria, ha affidato a TECSA la Valutazione del Rischio Incendio (VRI) del reparto raffineria del proprio stabilimento: 14 ambiti omogenei di analisi, dagli impianti di processo ai parchi serbatoi di olio vegetale, con 10 attività soggette al D.P.R. 151/2011. L’obiettivo: restituire un quadro di conformità per singolo compartimento e per lo stabilimento nel suo complesso, con priorità d’intervento gerarchizzate a integrazione del Documento di Valutazione dei Rischi.

L’approccio

La valutazione è stata condotta ai sensi del D.Lgs. 81/08 e del D.M. 03/09/2021 (cd. “Minicodice”), applicando alle aree non a basso rischio le dieci strategie antincendio del Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 03/08/2015 e s.m.i.) con sole soluzioni conformi, oltre alle regole tecniche verticali pertinenti: cabina elettrica (D.M. 15/07/2014) e parco serbatoi di oli vegetali (D.M. 31/07/1934, applicato per analogia). L’analisi documentale e il sopralluogo in campo hanno alimentato l’attribuzione dei profili di rischio: l’analisi della curva di crescita dell’incendio dell’olio di palma, sostanza caratteristica, ha evidenziato uno sviluppo assimilabile alla curva ultra-rapida (75 secondi), da cui il profilo Rvita = A4 per i compartimenti di processo.

L’esito di ciascuna strategia è stato tradotto in un punteggio di magnitudo da 1 a 3 in funzione della conformità normativa; matrici che incrociano il punteggio con il carico d’incendio restituiscono le priorità d’intervento, rappresentate anche su planimetrie di esito per una lettura immediata.

I risultati

La valutazione ha individuato le aree che richiedono approfondimenti specialistici di Fire Safety Engineering – soluzioni alternative con curve naturali d’incendio per la resistenza al fuoco (carichi d’incendio oltre 2.400 MJ/m² in presenza di strutture metalliche non protette) e verifiche ASET > RSET per l’esodo – e gli adeguamenti impiantistici prioritari: riclassificazione della rete idranti al livello di pericolosità 3 (UNI 10779:2021) con nuova stazione di pompaggio da 3 motopompe da 350 m³/h a 10,5 bar (UNI EN 12845), lame d’acqua a protezione delle aperture in facciata dimensionate secondo NFPA 13 (portata non inferiore a 37 l/min per metro) ed estensione del sistema di rivelazione e allarme secondo UNI 9795. Le matrici di priorità e complessità d’intervento costituiscono la base del masterplan degli adeguamenti, con relativa stima budgetaria.

Perché TECSA

TECSA affianca gli operatori industriali nella sicurezza antincendio dei siti produttivi complessi integrando prevenzione incendi tradizionale, regole tecniche verticali, strategie del Codice di Prevenzione Incendi e strumenti di Fire Safety Engineering: un unico interlocutore dalla valutazione del rischio alla progettazione delle soluzioni, fino al supporto continuativo alla conformità normativa.