Un operatore nazionale del settore nucleare ha incaricato TECSA di condurre la valutazione quantitativa del rischio di incendio di un sito strategico a livello nazionale, dedicato alle attività di decontaminazione e allo stoccaggio di asset industriali e rifiuti radioattivi condizionati derivanti dal decommissioning di impianti nucleari: un contesto in cui il rischio di incendio non può che essere valutato alla luce del combinato disposto con gli altri rischi presenti, incluso quello connesso con la radioattività. La valutazione, predisposta ai sensi del D.M. 03/09/2021 e del D.Lgs. 81/08 quale parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi, è stata condotta con un approccio “barrier-based” fondato sul metodo Bow-Tie, assunto quale componente principale della strutturazione delle informazioni e della misura del grado di riduzione del rischio garantito dalle barriere effettivamente presenti.
La valutazione ha interessato l’intero sito (circa 220.000 m²), particolarmente complesso e articolato nella tipologia di asset, nei rischi di incendio e nell’organizzazione: depositi temporanei di rifiuti radioattivi condizionati, ex aree di produzione bonificate e aree in attesa di bonifica in zona controllata, laboratori chimici e di fisica sanitaria, officine, archivi, depositi di materiali convenzionali, centrali tecnologiche, uffici e palazzine di servizio. Per ciascuna delle aree omogenee individuate — caratterizzate dai profili di rischio Rvita, Rbeni e Rambiente del Codice di prevenzione incendi — è stato sviluppato un diagramma Bow-Tie, per un totale di 21 diagrammi costruiti a partire dai pericoli e dall’identificazione delle ipotesi incidentali: 21 tipologie di cause, i top event di principio di incendio, le conseguenze per persone, ambiente e beni e 35 barriere di prevenzione e mitigazione. I diagrammi sono stati quantificati con analisi LOPA per ordini di grandezza, con frequenze degli eventi iniziatori e probabilità di fallimento su domanda (PFD) delle barriere tratte da database internazionali riconosciuti (CCPS, TNO Purple Book) e modulate da modificatori condizionali e fattori abilitanti (time to risk, probabilità di innesco), confrontando i 28 scenari incidentali risultanti con le soglie di accettabilità (1,0E-06 occ/anno) e tollerabilità (1,0E-04 occ/anno) della SFPE Guide to Fire Risk Assessment. La correlazione di ciascuna barriera con le strategie antincendio del Codice — dalla resistenza al fuoco alla compartimentazione, dall’esodo alla gestione della sicurezza antincendio, dalla rivelazione e allarme alla sicurezza degli impianti — ha garantito una visibilità importante degli elementi che costituiscono la strategia di riduzione del rischio posta in essere, anche in ottemperanza ai requisiti delle norme di prevenzione incendi.
L’analisi ha restituito un quadro qualitativo e quantitativo immediatamente leggibile del grado di sicurezza sostanziale del sito: i depositi di rifiuti radioattivi condizionati sono risultati presidiati da barriere robuste — compartimentazioni dedicate, rivelazione incendio mantenuta, carico d’incendio limitato quale condizione di esercizio, materiale inglobato in matrice cementizia — con frequenze degli scenari ampiamente al di sotto delle soglie di accettabilità, mentre per le aree di supporto la valutazione ha evidenziato con la medesima trasparenza i potenziali ambiti di rafforzamento della strategia di riduzione del rischio. Il caso conferma la capacità di TECSA di effettuare la valutazione quantitativa del rischio di incendio anche per siti particolarmente complessi e articolati nella tipologia di asset, nei rischi di incendio e nell’organizzazione, integrando in un quadro unico, trasparente e orientato all’azione il rischio di incendio e il rischio radiologico.