Il contesto
Un operatore del settore dei gas tecnici industriali ha affidato a TECSA l’analisi di rischio di incidente rilevante del proprio impianto di purificazione e compressione dell’idrogeno, a servizio delle utenze di un polo chimico multi-societario. L’impianto purifica l’idrogeno grezzo in un’unità PSA a quattro adsorbitori, lo comprime con un compressore alternativo a tre stadi fino a 200 barg e lo distribuisce in rete, con due buffer di accumulo e due baie per carri bombolai. Pur non essendo lo stabilimento soggetto al D.Lgs. 105/2015, il gestore ha scelto di verificarne il profilo di rischio con il rigore di un’analisi Seveso.
L’approccio
Lo studio integra sei tecniche in un unico modello a due rami. Nel ramo deduttivo, un’analisi HAZOP condotta secondo IEC 61882 su 8 nodi e 52 combinazioni nodo-parametro ha individuato 11 ipotesi incidentali di rilascio di idrogeno, quantificate con 16 alberi di guasto (codice Logan) e 114 eventi base da OREDA, Lees, exida e dati di esercizio. Nel ramo statistico, il parts-count di 285 componenti su 4 sezioni ha alimentato il toolkit HyRAM+ dei Sandia National Laboratories per 5 classi di foro, fino alla rottura full bore: 20 casi di rilascio sviluppati con alberi degli eventi in dispersione infiammabile, jet fire ed esplosione.
Entrambi i rami sono stati filtrati con la stessa soglia di credibilità di 1·10⁻⁶ occ/anno e collocati sulle classi di probabilità COMAH. Le conseguenze sono state calcolate per 23 termini sorgente, inclusi quelli specifici delle deviazioni di processo, con le soglie del D.M. 09/05/2001 e il ½ LFL; gli effetti domino sono stati verificati con i criteri della bozza di decreto sugli studi di sicurezza integrati.
I risultati
Delle 11 ipotesi incidentali, 5 sono risultate credibili e sviluppate fino alle conseguenze, mentre 6 sono state escluse con evidenza quantitativa, su un intervallo di frequenze che copre nove ordini di grandezza. I 36 scenari da rotture random sono risultati tutti al di sopra della soglia di credibilità. Il jet fire più esteso, dalla sezione di compressione, misura 7,7 m, con irraggiamento di 3 kW/m² entro 11 m. Su 7 verifiche domino, solo due sequenze coinvolgono i buffer di accumulo: il gestore dispone così di un profilo di rischio completo, tracciabile e con le assunzioni conservative dichiarate.
Perché TECSA
TECSA offre un unico interlocutore per l’intera filiera dell’analisi di rischio dell’idrogeno: identificazione dei pericoli, alberi di guasto, statistica dei rilasci, codici dedicati alle conseguenze ed effetti domino, con ogni numero riconducibile a un worksheet, a un albero o a un tabulato di calcolo.