Ponendo come obiettivo la valorizzazione di polimeri plastici giunti a fine vita, un azienda italiana operante nella gestione dei rifiuti ha richiesto, per il proprio impianto di trattamento, un’analisi di rischio di tipo quantitativa caratterizzata da una metodologia strutturata ed elaborata per le installazioni industriali che producono, processano, stoccano e trasferiscono idrocarburi liquidi e/o gassosi.
Attraverso questo approccio analitico è stato possibile:
- individuare i centri di pericolo (i processi, gli stoccaggi e i trasferimenti di sostanze pericolose);
- caratterizzare i termini di sorgente (conteggio degli item di perdita, dimensioni dei fori, tipo di sostanze rilasciate, etc.);
- stimare le frequenze di accadimento degli scenari incidentali conseguenti ai rilasci (tecnica degli alberi degli eventi – ETA);
- modellare gli effetti conseguenti ai rilasci (incendi, dispersioni di infiammabili, etc.)
- determinare le distanze di danno a cui ricadono detti effetti