Il contesto
Una società agricola attiva nelle energie rinnovabili ha affidato a TECSA la redazione della relazione tecnica di prevenzione incendi per la richiesta di valutazione progetto (art. 3 del D.M. 07/08/2012 e D.P.R. 151/2011) di un nuovo impianto di produzione di biogas da digestione anaerobica di reflui zootecnici e biomasse vegetali, con upgrading a biometano (300 Sm³/h) e liquefazione in Bio-GNL. Il biometano liquido è stoccato in un serbatoio criogenico da 105 m³ a −153 °C – fino a 42,3 t di prodotto – e travasato periodicamente su cisterne criogeniche tramite una baia di carico dedicata. La filiera integra quattro attività soggette a prevenzione incendi (1.1.C, 4.6.C, 49.1.A e 74.2.B), ciascuna disciplinata da una regola tecnica distinta.
L’approccio
Il percorso metodologico ha unito la dimostrazione di conformità alle regole tecniche verticali – il D.M. 03/02/2016 per i depositi di biogas e la Guida tecnica GNL della Nota DCPREV n. 12367 dell’11/08/2021 per il serbatoio criogenico, oltre ai decreti su cogenerazione e impianti termici – con un’analisi di sicurezza sviluppata secondo gli standard delle realtà industriali. TECSA ha dapprima verificato la non assoggettabilità dello stabilimento al D.Lgs. 105/2015 (Seveso III) con un censimento worst case delle sostanze pericolose; ha quindi identificato le ipotesi incidentali per analisi statistico-storica – quattro per la sezione biogas e sette sezioni analizzate per l’impianto di produzione del Bio-GNL – caratterizzando gli scenari di jet fire, pool fire, flash fire e dispersione di H₂S con le relative distanze di danno alle soglie di 12,5 e 5 kW/m².
Su questa base è stato definito il pacchetto di compensazione del rischio: distanze di protezione e di sicurezza da regola tecnica, muro di schermo REI 120 a separazione del serbatoio criogenico, classificazione ATEX delle aree, sistema di rivelazione gas e incendio secondo UNI 9795 con rilevatori del freddo per le perdite criogeniche e soglie di intervento al 20% e 50% del LIE, rete idranti di livello 3 secondo UNI 10779 con gruppo di pompaggio conforme alla UNI EN 12845, oltre al piano di emergenza con procedure operative dedicate.
I risultati
La verifica quantitativa ha dimostrato la non assoggettabilità Seveso con margine documentato: 49,1 t di gas liquefatti infiammabili a fronte della soglia inferiore di 50 t. L’analisi di rischio ha confermato che tutti gli scenari credibili restano confinati entro i confini del sito – distanze di danno massime di 12 m alla soglia di 5 kW/m², pozze incendiate di durata inferiore a 5 minuti grazie al sezionamento automatico in meno di 60 secondi – senza effetti domino. La rete idranti garantisce il funzionamento simultaneo di 4 idranti UNI 70 da 300 l/min per 120 minuti, con riserva idrica installata di 172 m³. Il committente ha ricevuto un progetto di prevenzione incendi completo e coerente, pronto per l’iter di valutazione presso il Comando dei Vigili del Fuoco.
Perché TECSA
Sugli impianti che uniscono biogas, gas compresso e liquidi criogenici la sola conformità prescrittiva non basta a caratterizzare gli scenari: TECSA porta nel procedimento ordinario di prevenzione incendi gli strumenti dell’analisi di rischio dei siti industriali – ipotesi, scenari e distanze di danno documentate – offrendo un unico interlocutore per la classificazione delle attività, la verifica Seveso, l’analisi di rischio, il progetto delle misure antincendio e la gestione dell’emergenza.