Una primaria società dell’Oil & Gas ha incaricato TECSA di condurre uno studio quantitativo di Fire & Gas Mapping per un’estesa area di processo di uno stabilimento di raffinazione strategico a livello nazionale, soggetto agli obblighi del D.Lgs. 105/2015 (Seveso III). In caso di rilascio di sostanze infiammabili o tossiche è infatti determinante che l’evento sia individuato il più tempestivamente possibile, per evitare l’escalation verso un incidente rilevante: obiettivo dello studio è stato definire con criteri quantitativi le prestazioni richieste al sistema di rivelazione Fire & Gas e verificare la capacità della configurazione esistente di traguardarle, in un’area particolarmente complessa per numero di unità di processo, varietà dei fluidi trattati (idrocarburi, idrogeno, H₂S), articolazione del layout e livello di congestionamento.
L’approccio metodologico
Lo studio, svolto in collaborazione con un partner tecnologico internazionale leader mondiale del fire & gas mapping, ha seguito un flusso di lavoro performance-based articolato in sei fasi: sopralluogo specialistico in campo di cinque giorni e analisi documentale; definizione dei Performance Targets sito-specifici, ossia della dimensione minima e della natura degli eventi che il sistema deve rilevare; condivisione formale con il cliente attraverso una hold list tracciata; mappatura tridimensionale della copertura (Fire & Gas mapping) con software dedicato; gap analysis rispetto ai target; raccomandazioni puntuali di adeguamento.
Per la rivelazione di fiamma è stato applicato un grading del rischio in gradi B (standard), C (basso) e S (speciale, per le aree con idrogeno), con soglie misurabili di potenza radiante emessa – da 90 kW in allarme singolo a 640 kW – da rilevare in meno di 10 secondi, e fattori di copertura obiettivo dell’80% e del 70%. Le soglie sono tradotte in distanze attraverso la effective viewing distance dei rilevatori, calcolata desensibilizzando la distanza di targa secondo i protocolli di prova FM 3260. Per i gas infiammabili sono stati definiti risk volumes con nubi target da 5, 7 o 10 metri di diametro in funzione del confinamento e della congestione di ciascuna area, secondo la pubblicazione UK HSE OTO 93-002; per i gas tossici (H₂S) i rilevatori sono stati posizionati ad altezza di respirazione in accordo alla ISO 10418:2003, presso i punti di rilascio, lungo le vie di esodo e agli accessi delle zone a rischio.
La complessità dell’analisi
L’area è stata suddivisa in nove zone d’incendio con criteri ingegneristici e ogni apparecchiatura – colonne, recipienti, scambiatori, pompe, compressori e forni – è stata censita e classificata per grado di rischio in funzione di fluido, pressione e flashpoint, con verifica in situ delle posizioni dei rilevatori esistenti. La copertura di ciascuna zona è stata quantificata scenario per scenario con il software di mappatura, tenendo conto di ostruzioni, ombre e geometrie reali, sia per l’allarme singolo (1ooN) sia per l’allarme confermato (2ooN) che abilita le azioni di controllo.
I risultati
- Rivelazione fiamma: definita una rete completa di 160 rilevatori multi-spettro IR in logica 2ooN, in un’area precedentemente priva di rivelazione incendi.
- Gas infiammabili: 14 rilevatori open path perimetrali e 56 punti IR aggiuntivi, con griglie a bassa quota attorno alle apparecchiature con rischio da gas pesante.
- Gas tossici: 132 nuovi rilevatori H₂S e 23 ricollocamenti, dimensionati sullo scenario peggiore in assenza delle composizioni di corrente.
- Idrogeno: raccomandazione motivata di non ricorrere alla rivelazione fissa, privilegiando prevenzione degli inneschi e ventilazione.
La valenza normativa
La conoscenza effettiva della performance dei sistemi di rivelazione Fire & Gas è un requisito fondamentale anche per la loro certificazione in relazione al profilo di rischio industriale, in completa rispondenza a quanto richiesto dalle norme di prevenzione incendi per gli impianti critici ai fini della sicurezza antincendio. Gli approfondimenti condotti costituiscono inoltre una base di studio per l’aggiornamento dell’analisi di sicurezza ai fini Seveso, nell’ambito della predisposizione del riesame periodico del Rapporto di Sicurezza dello Stabilimento ai sensi del D.Lgs. 105/2015, e risultano fondamentali per la valutazione del grado di copertura dei sistemi di rivelazione in aree di processo particolarmente complesse dal punto di vista del layout e del livello di congestionamento.