Fire Safety Engineering e simulazioni CFD per un nuovo impianto di distillazione

2026 / Fire safety engineering / Farmaceutico

Nell’ambito dell’iter di prevenzione incendi relativo a un nuovo impianto di distillazione di alcool etilico presso uno stabilimento farmaceutico (attività soggetta ai sensi del D.P.R. 151/2011), il parere di conformità antincendio del Comando dei Vigili del Fuoco prescriveva l’estensione delle compartimentazioni resistenti al fuoco R/EI 120 fino a quota +14,94 m. Le verifiche condotte in fase di progettazione esecutiva hanno tuttavia evidenziato criticità realizzative di carattere strutturale difficilmente risolvibili — effetto vela e incremento delle sollecitazioni da vento, aumento delle azioni sismiche in quota, interventi invasivi su fondazioni e strutture esistenti — rendendo necessario dimostrare il conseguimento di un livello di sicurezza equivalente mediante misure alternative.

Lo studio, sviluppato da TECSA quale Relazione Tecnica di Variante, ha applicato l’approccio ingegneristico alla sicurezza antincendio (Fire Safety Engineering) secondo i criteri del D.M. 09/05/2007: identificazione degli obiettivi di sicurezza (salvaguardia della vita, sicurezza dei soccorritori, limitazione della propagazione), definizione delle soglie di prestazione in termini di irraggiamento termico (2,5 kW/m² per gli occupanti in esodo, 3 kW/m² per i soccorritori, 12,6 kW/m² per l’effetto domino, in coerenza con il D.M. 03/08/2015 e con il D.Lgs. 105/2015, adottato volontariamente come prassi di riferimento), individuazione degli scenari di incendio di progetto secondo i criteri della norma NFPA 101 e modellazione fluidodinamica tridimensionale (CFD) con il codice FDS del NIST. Sono stati simulati cinque scenari di incendio di pozza di etanolo, con un dominio di calcolo di 16 mesh e oltre 885.000 celle, condizioni di vento conservative (5 m/s, orientato verso il bersaglio più vicino, a valle dell’analisi delle rose dei venti locali) e sensori di irraggiamento posizionati sui bersagli sensibili: la via d’esodo e i serbatoi adiacenti.

L’analisi ha dimostrato che l’irraggiamento incidente sui bersagli non supera mai poche unità di kW/m², con un massimo di 3,3 kW/m² a fronte della soglia di effetto domino di 12,6 kW/m² e valori sempre inferiori a 1 kW/m² sulla via d’esodo. Una parete EI 120 di altezza 3 m a protezione del vano scala, dotata di porte resistenti al fuoco, è risultata sufficiente a garantire il rispetto di tutti gli obiettivi di sicurezza, rendendo tecnicamente non necessarie l’estensione della compartimentazione alle quote prescritte e la realizzazione di barriere aggiuntive verso i serbatoi adiacenti. Lo studio ha così superato la rigidità dell’approccio prescrittivo verificando il reale comportamento fisico dell’incendio e ha costituito la base tecnica della variante presentata al Comando, a supporto dell’iter autorizzativo del progetto.